L’illuminazione pubblica è rappresentata dall’insieme di oggetti (lampioni, lampade, torri faro, fari, ecc.) atti a illuminare gli spazi pubblici.

Il progetto di illuminazione pubblica (in particolare quella stradale) in Italia è regolato dalla norma UNI 11248 che definisce la categoria illuminotecnica in base al tipo di strada, al flusso di automezzi, alla presenza di pedoni, di svincoli, di pericoli di aggressione, ecc. Per ogni categoria vengono definiti i parametri illuminotecnici che il progetto deve soddisfare. Particolari caratteristiche sono definite anche per le zone circostanti alla carreggiata (piste ciclabili, marciapiedi, attraversamenti pedonali, incroci).

Il progetto deve essere realizzato in maniera da limitare gli sprechi energetici e fenomeni indesiderati quali l’abbagliamento debilitante e l’inquinamento luminoso.

L’altezza dei pali deve essere circa pari alla larghezza della carreggiata e la distanza dipende dal tipo di apparecchi utilizzati e soprattutto varia in base alle caratteristiche illuminotecniche richieste dalla norma.

Si può realizzare l’impianto di illuminazione disponendo i lampioni in vari modi:

  • Disposizione unilaterale: i lampioni vengono disposti su un solo lato della carreggiata. Rientrano in questa categoria anche gli impianti in cui i lampioni sono posti tra le due carreggiate (dove è presente uno spartitraffico) e quelli in cui sono appesi ad un cavo sopra al centro della carreggiata;
  • Disposizione bilaterale: i lampioni sono disposti su entrambi i lati della carreggiata e disposti frontalmente gli uni agli altri;
  • Disposizione a quinconce: i lampioni sono disposti su entrambi i lati della strada e posti alternativamente, così da ottenere una maggiore uniformità dell’illuminazione.

I costi di tali impianti sono a carico dell’ente (ad esempio il Comune) che ne è titolare.

L’evoluzione tecnica degli impianti di pubblica illuminazione è stata dettata dalla necessità dei Comuni di soddisfare due esigenze: quella del contenimento dei consumi energetici e quella della riduzione dell’inquinamento luminoso.

Le soluzioni tecniche più innovative prevedono l’utilizzo di corpi illuminanti con sorgenti a LED e la loro gestione da remoto grazie al telecontrollo. Questa tecnologia, denominata Smart Lighting, rende più efficiente e innovativa la gestione degli impianti permettendo di ridurre il consumo energetico, gestire più efficacemente gli impianti grazie ad una vita utile maggiore e ad una minore necessità di manodopera, ed inoltre migliora la qualità della luce grazie all’elevata resa cromatica delle nuove sorgenti che garantiscono un’ottimale percezione dei colori.